In Consiglio Regionale c’è stata una atipica convergenza tra La Destra e Rifondazione Comunista sulla tematica del Mutuo Sociale. Infatti La Destra si è astenuta sul Piano triennale dell’edilizia proposta dall’Assessore Stufara di Rifondazione in quanto lo stesso ha dichiarato che prenderà in considerazione ed andrà avanti nella proposta presentata dal Consigliere Regionale de La Destra Tracchegiani riguardante il Mutuo Sociale; chiaramente all’astensione de La Destra sono seguite forti polemiche da tutto il PDL, che continua a seguire solo ed esclusivamente logiche partitocratiche. Il Piano triennale era invece degno di considerazione anche perché nello stesso è contenuta una norma che consentirà di ripartire tra immigrati ed italiani le abitazioni pubbliche in base alla consistenza della popolazione ed esattamente per il 7 % ai primi e per il 93% ai secondi e non più come prima quando le abitazioni pubbliche venivano assegnate quasi per intero agli immigrati penalizzando in maniera esagerata gli Italiani.
Todi è fortemente interessata da tale situazione perché è stato il primo Comune dove alcuni mesi fa la proposta del Mutuo Sociale da parte di Fiamma Tricolore è stata recepita dall’Amministrazione; penso che a Todi (mi scuso anticipatamente se sbaglio) Fiamma Tricolore non esista più, ma sia CasaPound Italia che il Consigliere Comunale Epifani sicuramente la pensano come noi de La Destra su questa tematica, che è tra le più importanti per le nostre famiglie. Invito quindi tutti, Amministrazione comunale compresa, a prendere atto di quanto avvenuto in Consiglio Regionale ed a ripromuovere e rivitalizzare con forza le azioni necessarie affinché si possa andare avanti su tale iniziativa. E’ ora di muoversi con energia sulle tematiche tipiche vicine ai ceti socialmente più bisognosi; in Comune La Destra non è rappresentata, ma ci auguriamo che il Consigliere Epifani, pur non facendo parte della nostra forza politica, ma avendo sicuramente unità d’intenti con noi su tale argomento, farà sentire la sua voce. Poiché ciò che ci interessa è il bene della nostra Comunità, non abbiamo pregiudiziali verso chi non è nostro iscritto, ma anzi ci rivolgiamo a lui per portare avanti ideali comuni e mi riferisco sia al consigliere Epifani che a tutti i numerosi aderenti di CasaPound guidati a Todi da Andrea Nulli. Visto che l’Assessore regionale Stufara appartiene alla stessa forza politica del Consigliere Caprini, mi rivolgo anche a quest’ultimo perché non si tiri indietro o sia indifferente a tale battaglia che va a favore di chi ha veramente bisogno e contro gli interessi delle lobbies bancarie e dei costruttori edili. Non mi vergogno di fare questo appello al Consigliere Caprini anche perché approvo appieno anche la sua mobilitazione per l’Ospedale di Todi; invero penso che sia una mobilitazione tardiva (fino ad ora non se ne era accorto?), ma sicuramente è stata l’unica voce che ha costretto l’Amministrazione a prendere qualche provvedimento, speriamo non solo di facciata. Da parte dei Consiglieri di maggioranza l’unica risposta è stata quella “non è colpa nostra ma viene dal passato” (e ciò è verissimo, ma non legittima questo lassismo), mentre da quelli di opposizione è stata “non è vero, è tutto sotto controllo”. Spero che tutti vogliano il bene di Todi e che quindi nelle sedi competenti si ritorni a fare un po’ di politica seria affrontando tali problemi, lasciando da parte diatribe sterili e senza contenuti, come invece è avvenuto in questi ultimi mesi. Fate meno inaugurazioni e cerimonie da una parte e fate meno ostruzionismo, con un’opposizione finalmente seria e costruttiva, dall’altra parte e pensate che chi ha veramente bisogno vuole comportamenti concreti, seri e meno mondani da parte di coloro che hanno votato; fatelo almeno ora in onore del nuovo ideale comune (sicuramente con l’unica eccezione del consigliere Epifani) che vi accomuna, l’Antifascismo.
Gianluca Alvi
Portavoce de La Destra Todi
lunedì 22 settembre 2008
martedì 16 settembre 2008
FINI L'ANTIFASCISTA

Non vorrei essere noioso intervenendo su di un argomento oramai anacronistico e che, per le fonti da cui scaturisce, non ha contenuto politico; il Presidente della Camera Fini, sempre ed esclusivamente per sue ambizioni personali, ha detto l’ultima sul fascismo, invitando i giovani del movimento erede del Fronte della Gioventù, di cui lui è stato presidente nazionale, a riconoscersi nei valori dell’antifascismo. Non è possibile che si sia dimenticato da dove proviene e chi l’ha portato alla carica che ricopre ( il MSI e Giorgio Almirante in primis e tutti i giovani che si sono sacrificati anche con la vita nelle lotte giovanili del1970 quando era attivista e delfino di Almirante ) e quindi non può che ritenersi vergognoso ciò che ha detto. Io sono nato nel 1961 e quindi per motivi anagrafici non posso essere etichettato né come fascista né come antifascista; io so solamente di credere nella democrazia (anche se quella attuale non mi sembra una vera propria democrazia dopo l’abolizione delle preferenze per la scelta dei propri rappresentanti in Parlamento e l’obiettivo di far fuori i partiti più piccoli tentando di ricondurli per forza sotto due padroni, PDL e PD), senza per questo rifarmi agli ideali dell’antifascismo. il positivo ed il negativo è stato da entrambe le parti; io mi sono iscritto alla facoltà di Economia e Commercio nel 1979 ed ho studiato quasi esclusivamente leggi (per primo il Codice Civile e la Legge Bancaria), la maggior parte di esse tuttora in vigore, promulgate negli anni trenta e recanti la firma di Mussolini (basta prendere anche oggi un qualsiasi Codice Civile e vi si trova la firma di Mussolini e del guardasigilli Grandi), ho scoperto che i primi diritti dei lavoratori e delle donne lavoratrici sono stati riconosciuti sempre in quegli anni con la creazione dell’Inps, dell’ Inail e di quasi tutti gli Enti previdenziali ed assistenziali e che quindi il Fascismo non era poi stato il Male Assoluto come oggi solo Fini lo definisce. L’8 settembre del 1943 è stata una data nella quale gli Italiani si sono divisi credendo ciascuno di essere nella parte giusta nell’interesse del proprio Paese e quindi entrambi meritano rispetto (la feccia, come sempre, era presente in entrambe le parti; lo ha riconosciuto per primo Violante e molti scrittori di sinistra obiettivi lo iniziano a dire, vedi i libri di Pansa). Io non ho memoria storica di quel periodo anche perché nessuno in famiglia si è trovato nella possibilità di andare con la RSI o con i Partigiani (mio Padre per sei anni, 1943 compreso, era prigioniero nei campi di concentramento sovietici come ufficiale dell’esercito italiano regolare e quindi non è nemmeno stato posto in grado di scegliere; quando è tornato era già tutto finito con i buoni da una parte ed i cattivi dall’altra; anche in America i cattivi sono sempre e solo gli indiani solo perché sono stati sconfitti).
Le uniche persone, “dalla parte dei cattivi”, con le quali sono riuscito a parlare di quel periodo sono stati Aldo Chinea e Mario Castellacci e loro mi hanno raccontato episodi di una umanità incredibile da parte di entrambe le parti, anche se in clima di guerra civile. Non riesco a capire come possano rimanere in A.N. sia i c.d. Colonnelli (sicuramente per una questione di poltrone, che però andranno sempre diminuendo con la fusione nel PDL) e soprattutto i militanti che hanno sempre combattuto in prima linea per i propri ideali. Voglio finire con una battuta provocatoria; non sarebbe il caso di tornare indietro intestando Largo Mario Castellacci a qualcun altro, necessariamente antifascista, gradito a Fini? Del resto Mario Castellacci non ha fino all’ultimo rinnegato di avere scelto la via della Repubblica Sociale Italiana e ne è sempre stato orgoglioso, pur riconoscendone, da persona intelligente quale era, i limiti ed i difetti, e quindi può risultare inadeguato per questa intestazione toponomastica nel Comune di Todi dove il Sindaco è dello stesso partito politico di Fini.
Gianluca Alvi – Portavoce di Todi de La Destra
lunedì 1 settembre 2008
LA MOZIONE DI FRANCESCO STORACE
Ecco la mozione. Dopo un lavoro di consultazione con molti membri del comitato politico nazionale, deposito oggi alla segreteria generale del congresso, il documento politico - che si pubblica in allegato per dare a tutti la possibilita’ di leggerlo con attenzione e commentarlo - che si propone per le assise de La Destra. E' stato firmato in 25. Come e’ noto, 12 hanno sottoscritto il documento di Daniela Santanche’. Mancano le firme di chi istituzionalmente resta sopra le parti, ovvero il Presidente del partito, Teodoro Buontempo, il Presidente del comitato etico, Antonio Rastrelli, il Garante degli iscritti Livio Proietti. Due membri del comitato politico, Centorame, Riccio, effettueranno la loro scelta al congresso. Il documento che reca le firme della grande maggioranza del comitato si intitola “Vivere di ideali per non morire di potere” ed e’ in continuita’con quanto affermammo alla Costituente di Roma. La lotta per affermare le proprie idee nella societa’ e’ molto piu’ importante di un compromesso al ribasso nel nome del potere a tutti i costi. Lo testimoniano i percorsi successivi, la scelta di Trieste e la campagna elettorale. Essere di Destra non vuol dire rimanere ghettizzati o ancorati a un lontano passato, che va comunque rispettato senza sciocchi imbarazzi: “Ridiscutere i canoni conformisti della cultura nazionale e’ una delle nostre missioni e non puo’ essere riservata solo a storici coraggiosi del nostro tempo, ma alla voglia di verita’ di una comunita’ intera”. Essere di Destra vuol dire arrivare a governare. Ma essere di Destra vuol dire anche non dover governare a tutti i costi, svendendo se stessi, anima compresa. Essere di Destra vuol dire saper anche rinunciare a poltrone e incarichi, a maggioranze e prebende. Essere di Destra vuol dire avere una dignità da difendere. Essere di Destra vuol dire non tradire quel milione di italiani che ci hanno votato perché eravamo fuori dagli schemi, eravamo diversi da chi propugna un pensiero debole ed unico.
Abbiamo pertanto il dovere di aprire un dialogo con tutte le forze che operano nel centrodestra, a partire da quelle identitarie e legate al territorio, per poi dialogare con il Pdl, principale soggetto politico dello schieramento di centrodestra.
Essere di destra e’ anzitutto una precisa opzione culturale e politica,che non intendiamo negarci come diritto. Parte del documento e’ dedicata anche ai “compagni di strada”, ovvero alle alleanze, che non rifiutiamo “a condizione che ci siano il rispetto e lo spazio: non per noi, ma per il patrimonio di idee e di valori che rappresentiamo. A patto che siano accettate e condivise le battaglie che vogliamo condurre; che non venga mai messa in discussione l’esistenza e l’agibilità politica de La Destra.
La mozione, che contiene precise opzioni programmatiche e il ridisegno del modello di partito nel territorio, e’ stata sottoscritta da Francesco Storace, Costanza Afan De Rivera, Paolo Agostinacchio, Domenico Aloisi, Alberto Arrighi, Luigi D’ Eramo, Massimo Desiati, Michele Di Cristo, Bruno Esposito, Gino Ioppolo, Gabriele Limido, Massimiliano Mammi, Italo Marri, Vittorio Messa, Antonino Monteleone, Nello Musumeci, Michele Napoli, Alberto Pascucci, Antonio Pezzella, Luisa Regimenti, Roberto Salerno, Antonella Sambruni, Paolo Scaravelli, Pasquale Senatore, Aldo Tracchegiani.
Per leggere la mozione integrale indirizzarsi al seguente link:
http://www.storace.it/wp-content/uploads/2008/08/mozione-vivere-di-idee-per-non-morire-di-potere2.pdf
Abbiamo pertanto il dovere di aprire un dialogo con tutte le forze che operano nel centrodestra, a partire da quelle identitarie e legate al territorio, per poi dialogare con il Pdl, principale soggetto politico dello schieramento di centrodestra.
Essere di destra e’ anzitutto una precisa opzione culturale e politica,che non intendiamo negarci come diritto. Parte del documento e’ dedicata anche ai “compagni di strada”, ovvero alle alleanze, che non rifiutiamo “a condizione che ci siano il rispetto e lo spazio: non per noi, ma per il patrimonio di idee e di valori che rappresentiamo. A patto che siano accettate e condivise le battaglie che vogliamo condurre; che non venga mai messa in discussione l’esistenza e l’agibilità politica de La Destra.
La mozione, che contiene precise opzioni programmatiche e il ridisegno del modello di partito nel territorio, e’ stata sottoscritta da Francesco Storace, Costanza Afan De Rivera, Paolo Agostinacchio, Domenico Aloisi, Alberto Arrighi, Luigi D’ Eramo, Massimo Desiati, Michele Di Cristo, Bruno Esposito, Gino Ioppolo, Gabriele Limido, Massimiliano Mammi, Italo Marri, Vittorio Messa, Antonino Monteleone, Nello Musumeci, Michele Napoli, Alberto Pascucci, Antonio Pezzella, Luisa Regimenti, Roberto Salerno, Antonella Sambruni, Paolo Scaravelli, Pasquale Senatore, Aldo Tracchegiani.
Per leggere la mozione integrale indirizzarsi al seguente link:
http://www.storace.it/wp-content/uploads/2008/08/mozione-vivere-di-idee-per-non-morire-di-potere2.pdf
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