sabato 18 ottobre 2008

NON VENDIAMO LA FARMACIA COMUNALE


Considero pienamente condivisibile quanto espresso dall’Assessore Mario Ciani circa le problematiche riguardanti la violazione del patto di stabilità; come sempre chi ha amministrato fino a poco tempo fa addossa all’attuale Amministrazione le sue colpe. Ciò è tipico del comportamento della Sinistra tuderte ma mi sembra che le spiegazioni esaustive dell’Assessore abbiano ampiamente spiegato come stiano realmente le cose, manifestando con la sua competenza le solite incompetenti strumentalizzazioni dell’opposizione consiliare.
Un solo cenno vorrei farlo sull’avanzo di bilancio e poiché non lo conosco nei dettagli mi scuso se ci sono problematiche delle quali non sono a conoscenza che ostano al mio giudizio in merito; dall’intervento dell’Assessore apprendo che nel 2007 c’è stato un notevole avanzo di amministrazione e non ritengo ciò “premiante”. Il Comune di Todi ha sempre elevati avuto avanzi di amministrazione, almeno da quanto mi ricordo dalla mia prima presenza in Consiglio Comunale ed esattamente dal 1994, quando logicamente le Giunte erano tutte di sinistra; io spero che con la “messa a regime” dell’attuale Amministrazione si cessi di avere consistenti avanzi perché il Comune non deve essere un risparmiatore ma un erogatore di servizi ai cittadini ed elevati avanzi sono generalmente motivati da servizi che potrebbero essere concessi in maniera più capillare ed estesa o da eccessivi carichi fiscali o eccessivi contributi sui servizi gravanti sui cittadini.
Le parole dell’Assessore sull’esternalizzazione della Farmacia comunale mi preoccupano molto; io spero che alla fine valuti negativamente tale ipotesi, sia di gestione e tantomeno di cessione. Non ci sono motivi che rendano necessario tale provvedimento perché la farmacia è forse l’unica attività comunale che può chiudere il proprio bilancio con un utile; se così non avvenisse, vorrebbe dire che ci sarebbero enormi errori nella sua gestione ed in passato l’Amministrazione di sinistra è riuscita a fare anche questo, non controllando adeguatamente quanto avveniva al suo interno. La farmacia comunale fornisce un servizio troppo importante per la città e quindi invito l’Assessore a valutare ipotesi di miglioramento nei suoi servizi piuttosto che una sua esternalizzazione. Già vediamo quanti disagi creano le gestioni esterne, tipo quella del servizio idrico, esternalizzata dalla sinistra e della quale già in tempi lontani ero stato un fermo oppositore. Le mie posizioni politiche sono logicamente vicine a quelle dell’Assessore, ma sul tema delle privatizzazioni sono proprio distanti: la volontà di privatizzare ed esternalizzare, cavalcata anche dalla maggior parte della sinistra, è inadeguata, soprattutto in realtà quali quelle di un piccolo Comune come il nostro, e non può che comportare disagi ai propri cittadini; ripeto, l’importante è vigilare nella gestione e riuscire ad ottimizzare l’utile derivante dalla gestione della farmacia perché trovare una farmacia che non guadagna è un’impresa impossibile.
Gianluca Alvi

lunedì 22 settembre 2008

MUTUO SOCIALE IN UMBRIA E A TODI

In Consiglio Regionale c’è stata una atipica convergenza tra La Destra e Rifondazione Comunista sulla tematica del Mutuo Sociale. Infatti La Destra si è astenuta sul Piano triennale dell’edilizia proposta dall’Assessore Stufara di Rifondazione in quanto lo stesso ha dichiarato che prenderà in considerazione ed andrà avanti nella proposta presentata dal Consigliere Regionale de La Destra Tracchegiani riguardante il Mutuo Sociale; chiaramente all’astensione de La Destra sono seguite forti polemiche da tutto il PDL, che continua a seguire solo ed esclusivamente logiche partitocratiche. Il Piano triennale era invece degno di considerazione anche perché nello stesso è contenuta una norma che consentirà di ripartire tra immigrati ed italiani le abitazioni pubbliche in base alla consistenza della popolazione ed esattamente per il 7 % ai primi e per il 93% ai secondi e non più come prima quando le abitazioni pubbliche venivano assegnate quasi per intero agli immigrati penalizzando in maniera esagerata gli Italiani.
Todi è fortemente interessata da tale situazione perché è stato il primo Comune dove alcuni mesi fa la proposta del Mutuo Sociale da parte di Fiamma Tricolore è stata recepita dall’Amministrazione; penso che a Todi (mi scuso anticipatamente se sbaglio) Fiamma Tricolore non esista più, ma sia CasaPound Italia che il Consigliere Comunale Epifani sicuramente la pensano come noi de La Destra su questa tematica, che è tra le più importanti per le nostre famiglie. Invito quindi tutti, Amministrazione comunale compresa, a prendere atto di quanto avvenuto in Consiglio Regionale ed a ripromuovere e rivitalizzare con forza le azioni necessarie affinché si possa andare avanti su tale iniziativa. E’ ora di muoversi con energia sulle tematiche tipiche vicine ai ceti socialmente più bisognosi; in Comune La Destra non è rappresentata, ma ci auguriamo che il Consigliere Epifani, pur non facendo parte della nostra forza politica, ma avendo sicuramente unità d’intenti con noi su tale argomento, farà sentire la sua voce. Poiché ciò che ci interessa è il bene della nostra Comunità, non abbiamo pregiudiziali verso chi non è nostro iscritto, ma anzi ci rivolgiamo a lui per portare avanti ideali comuni e mi riferisco sia al consigliere Epifani che a tutti i numerosi aderenti di CasaPound guidati a Todi da Andrea Nulli. Visto che l’Assessore regionale Stufara appartiene alla stessa forza politica del Consigliere Caprini, mi rivolgo anche a quest’ultimo perché non si tiri indietro o sia indifferente a tale battaglia che va a favore di chi ha veramente bisogno e contro gli interessi delle lobbies bancarie e dei costruttori edili. Non mi vergogno di fare questo appello al Consigliere Caprini anche perché approvo appieno anche la sua mobilitazione per l’Ospedale di Todi; invero penso che sia una mobilitazione tardiva (fino ad ora non se ne era accorto?), ma sicuramente è stata l’unica voce che ha costretto l’Amministrazione a prendere qualche provvedimento, speriamo non solo di facciata. Da parte dei Consiglieri di maggioranza l’unica risposta è stata quella “non è colpa nostra ma viene dal passato” (e ciò è verissimo, ma non legittima questo lassismo), mentre da quelli di opposizione è stata “non è vero, è tutto sotto controllo”. Spero che tutti vogliano il bene di Todi e che quindi nelle sedi competenti si ritorni a fare un po’ di politica seria affrontando tali problemi, lasciando da parte diatribe sterili e senza contenuti, come invece è avvenuto in questi ultimi mesi. Fate meno inaugurazioni e cerimonie da una parte e fate meno ostruzionismo, con un’opposizione finalmente seria e costruttiva, dall’altra parte e pensate che chi ha veramente bisogno vuole comportamenti concreti, seri e meno mondani da parte di coloro che hanno votato; fatelo almeno ora in onore del nuovo ideale comune (sicuramente con l’unica eccezione del consigliere Epifani) che vi accomuna, l’Antifascismo.
Gianluca Alvi
Portavoce de La Destra Todi

martedì 16 settembre 2008

FINI L'ANTIFASCISTA


Non vorrei essere noioso intervenendo su di un argomento oramai anacronistico e che, per le fonti da cui scaturisce, non ha contenuto politico; il Presidente della Camera Fini, sempre ed esclusivamente per sue ambizioni personali, ha detto l’ultima sul fascismo, invitando i giovani del movimento erede del Fronte della Gioventù, di cui lui è stato presidente nazionale, a riconoscersi nei valori dell’antifascismo. Non è possibile che si sia dimenticato da dove proviene e chi l’ha portato alla carica che ricopre ( il MSI e Giorgio Almirante in primis e tutti i giovani che si sono sacrificati anche con la vita nelle lotte giovanili del1970 quando era attivista e delfino di Almirante ) e quindi non può che ritenersi vergognoso ciò che ha detto. Io sono nato nel 1961 e quindi per motivi anagrafici non posso essere etichettato né come fascista né come antifascista; io so solamente di credere nella democrazia (anche se quella attuale non mi sembra una vera propria democrazia dopo l’abolizione delle preferenze per la scelta dei propri rappresentanti in Parlamento e l’obiettivo di far fuori i partiti più piccoli tentando di ricondurli per forza sotto due padroni, PDL e PD), senza per questo rifarmi agli ideali dell’antifascismo. il positivo ed il negativo è stato da entrambe le parti; io mi sono iscritto alla facoltà di Economia e Commercio nel 1979 ed ho studiato quasi esclusivamente leggi (per primo il Codice Civile e la Legge Bancaria), la maggior parte di esse tuttora in vigore, promulgate negli anni trenta e recanti la firma di Mussolini (basta prendere anche oggi un qualsiasi Codice Civile e vi si trova la firma di Mussolini e del guardasigilli Grandi), ho scoperto che i primi diritti dei lavoratori e delle donne lavoratrici sono stati riconosciuti sempre in quegli anni con la creazione dell’Inps, dell’ Inail e di quasi tutti gli Enti previdenziali ed assistenziali e che quindi il Fascismo non era poi stato il Male Assoluto come oggi solo Fini lo definisce. L’8 settembre del 1943 è stata una data nella quale gli Italiani si sono divisi credendo ciascuno di essere nella parte giusta nell’interesse del proprio Paese e quindi entrambi meritano rispetto (la feccia, come sempre, era presente in entrambe le parti; lo ha riconosciuto per primo Violante e molti scrittori di sinistra obiettivi lo iniziano a dire, vedi i libri di Pansa). Io non ho memoria storica di quel periodo anche perché nessuno in famiglia si è trovato nella possibilità di andare con la RSI o con i Partigiani (mio Padre per sei anni, 1943 compreso, era prigioniero nei campi di concentramento sovietici come ufficiale dell’esercito italiano regolare e quindi non è nemmeno stato posto in grado di scegliere; quando è tornato era già tutto finito con i buoni da una parte ed i cattivi dall’altra; anche in America i cattivi sono sempre e solo gli indiani solo perché sono stati sconfitti).
Le uniche persone, “dalla parte dei cattivi”, con le quali sono riuscito a parlare di quel periodo sono stati Aldo Chinea e Mario Castellacci e loro mi hanno raccontato episodi di una umanità incredibile da parte di entrambe le parti, anche se in clima di guerra civile. Non riesco a capire come possano rimanere in A.N. sia i c.d. Colonnelli (sicuramente per una questione di poltrone, che però andranno sempre diminuendo con la fusione nel PDL) e soprattutto i militanti che hanno sempre combattuto in prima linea per i propri ideali. Voglio finire con una battuta provocatoria; non sarebbe il caso di tornare indietro intestando Largo Mario Castellacci a qualcun altro, necessariamente antifascista, gradito a Fini? Del resto Mario Castellacci non ha fino all’ultimo rinnegato di avere scelto la via della Repubblica Sociale Italiana e ne è sempre stato orgoglioso, pur riconoscendone, da persona intelligente quale era, i limiti ed i difetti, e quindi può risultare inadeguato per questa intestazione toponomastica nel Comune di Todi dove il Sindaco è dello stesso partito politico di Fini.
Gianluca Alvi – Portavoce di Todi de La Destra

lunedì 1 settembre 2008

LA MOZIONE DI FRANCESCO STORACE

Ecco la mozione. Dopo un lavoro di consultazione con molti membri del comitato politico nazionale, deposito oggi alla segreteria generale del congresso, il documento politico - che si pubblica in allegato per dare a tutti la possibilita’ di leggerlo con attenzione e commentarlo - che si propone per le assise de La Destra. E' stato firmato in 25. Come e’ noto, 12 hanno sottoscritto il documento di Daniela Santanche’. Mancano le firme di chi istituzionalmente resta sopra le parti, ovvero il Presidente del partito, Teodoro Buontempo, il Presidente del comitato etico, Antonio Rastrelli, il Garante degli iscritti Livio Proietti. Due membri del comitato politico, Centorame, Riccio, effettueranno la loro scelta al congresso. Il documento che reca le firme della grande maggioranza del comitato si intitola “Vivere di ideali per non morire di potere” ed e’ in continuita’con quanto affermammo alla Costituente di Roma. La lotta per affermare le proprie idee nella societa’ e’ molto piu’ importante di un compromesso al ribasso nel nome del potere a tutti i costi. Lo testimoniano i percorsi successivi, la scelta di Trieste e la campagna elettorale. Essere di Destra non vuol dire rimanere ghettizzati o ancorati a un lontano passato, che va comunque rispettato senza sciocchi imbarazzi: “Ridiscutere i canoni conformisti della cultura nazionale e’ una delle nostre missioni e non puo’ essere riservata solo a storici coraggiosi del nostro tempo, ma alla voglia di verita’ di una comunita’ intera”. Essere di Destra vuol dire arrivare a governare. Ma essere di Destra vuol dire anche non dover governare a tutti i costi, svendendo se stessi, anima compresa. Essere di Destra vuol dire saper anche rinunciare a poltrone e incarichi, a maggioranze e prebende. Essere di Destra vuol dire avere una dignità da difendere. Essere di Destra vuol dire non tradire quel milione di italiani che ci hanno votato perché eravamo fuori dagli schemi, eravamo diversi da chi propugna un pensiero debole ed unico.
Abbiamo pertanto il dovere di aprire un dialogo con tutte le forze che operano nel centrodestra, a partire da quelle identitarie e legate al territorio, per poi dialogare con il Pdl, principale soggetto politico dello schieramento di centrodestra.
Essere di destra e’ anzitutto una precisa opzione culturale e politica,che non intendiamo negarci come diritto. Parte del documento e’ dedicata anche ai “compagni di strada”, ovvero alle alleanze, che non rifiutiamo “a condizione che ci siano il rispetto e lo spazio: non per noi, ma per il patrimonio di idee e di valori che rappresentiamo. A patto che siano accettate e condivise le battaglie che vogliamo condurre; che non venga mai messa in discussione l’esistenza e l’agibilità politica de La Destra.
La mozione, che contiene precise opzioni programmatiche e il ridisegno del modello di partito nel territorio, e’ stata sottoscritta da Francesco Storace, Costanza Afan De Rivera, Paolo Agostinacchio, Domenico Aloisi, Alberto Arrighi, Luigi D’ Eramo, Massimo Desiati, Michele Di Cristo, Bruno Esposito, Gino Ioppolo, Gabriele Limido, Massimiliano Mammi, Italo Marri, Vittorio Messa, Antonino Monteleone, Nello Musumeci, Michele Napoli, Alberto Pascucci, Antonio Pezzella, Luisa Regimenti, Roberto Salerno, Antonella Sambruni, Paolo Scaravelli, Pasquale Senatore, Aldo Tracchegiani.

Per leggere la mozione integrale indirizzarsi al seguente link:
http://www.storace.it/wp-content/uploads/2008/08/mozione-vivere-di-idee-per-non-morire-di-potere2.pdf

mercoledì 13 agosto 2008

Todi esponga la bandiera dell'Ossezia insieme a quella del Tibet!



RICHIESTA AL SINDACO DI TODI

Egr. Sig. Sindaco del Comune di Todi
Avv. Antonino Ruggiano

A nome del Movimento Politico La Destra che a Todi rappresento, chiedo che la S.V. voglia far affiancare alla bandiera del Tibet, giustamente esposta nelle finestre del Palazzo Comunale, anche quella dell'Ossezia del Sud, che in questi giorni è stata ed è oggetto di un gravissimo atto di pulizia etnica da parte della Georgia, per testimoniare vicinanza e solidarietà alle popolazioni di etnia e cittadinanza russa ( corrispondenti al 90% della popolazione osseta) che vengono oppresse ed uccise e costrette ad un esodo forzato verso la propria madre patria.
Con Ossequi.
Gianluca Alvi
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Lettera pubblicata su Il Tam Tam il 12 agosto 2008
Non voglio ripetere quanto giustamente espresso nel comunicato di CasaPound, ma solo esprimere identico pensiero da parte del popolo de La Destra. La comunità internazionale si dimostra sempre più condizionata dal volere americano e dipendente dal potere economico dell'energia in qualsiasi evento; la politica non è più indipendente (se mai lo è stata) da fattori economici ed imperialisti. Sappiamo che l'Ossezia è un enorme serbatoio petrolifero ed un punto nevralgico per il controllo del petrolio e del gas del territorio caucasico.
Si ripetono i fatti che da sempre condizionano la nostra storia; di nuovo gli Stati Uniti, con la scusa non nuova di essere garanti della democrazia mondiale, interferiscono su fatti che non li riguardano e l'ectoplasma Europa segue quanto deciso dal petroliere Bush. Io vorrei solo una risposta ad un quesito: perché tutto il mondo ha salutato con un entusiamo esagerato la nascita dello Stato indipendente del Kosovo sottratto alla Serbia mentre è invece ostile che al fatto che l'Ossezia meridionale possa ricongiungersi a quella settentrionale, già sotto il controllo della Federazione Russa?
Il popolo dell'Ossezia è ancora largamente in prevalenza di etnia russa (dico ancora perché se prosegue lo sterminio da parte dei georgiani, tra i profughi che stanno fuggendo in terra russa ed i numerosi morti, la prevalenza degli abitanti dell'Ossezia potrebbe divenire georgiana) ed è normale che voglia tornare sotto la madre patria invece di essere soggetto alla pulizia etnica in atto in queste ore da parte della Georgia. Invece di preoccuparsi del legittimo intervento russo, l'Onu, gli Americani, l'Europa dovrebbero occuparsi degli altri enormi drammi che affliggono il mondo; sono tutti a festeggiare alle Olimpiadi plaudendo allo sfarzo dell'inaugurazione, che ricorda tempi in cui i regimi totalitari si avvalevano di tali manifestazione per dimostrare la loro potenza, fregandosene altamente di quanto vengano calpestati i diritti umani in Cina; si sono tutti dimenticati, nella grande festa olimpica, del grave problema della fame nel mondo che sta crescendo in progressione geometrica a causa dell'aumento vertiginoso delle materie prime alimentari; sempre in questa festa ci si dimentica della tragedia dei popoli birmani, palestinesi, iracheni e curdi che anzi, quando tutti sono occupati a divertirsi, nel silenzio rischiano di essere ancora più aggrediti dai loro oppressori.
No questi problemi non interessano; l'unico problema che in questo momento interessa il mondo non è l'oppressione e la fame dei popoli, ma solo impedire che uno Stato, i cui abitanti sono di assoluta prevalenza russa, non possa riannettersi alla propria patria; quello che dà più fastidio è che tutto ciò venga osteggiato da parte degli Stati Uniti d'America e dell'Europa (Italia compresa)esclusivamente per i soliti interessi economici e non per motivi umanitari come invece vogliono farci credere. La speranza è che la questione venga risolta tra Russia e Georgia e che non ci siano interventi militari di altri soggetti estranei perché allora potrebbe esserci un'escalation il cui esito non sarebbe prevedibile.
Una richiesta al sindaco di Todi; perché a fianco della bandiera Tibetana finalmente esposta sul palazzo comunale non affianca quella della Ossezia del Sud? Sarebbe un grande atto in difesa dell'autodeterminazione dei popoli.
Gianluca Alvi - La Destra Todi

martedì 15 luglio 2008

SOLIDARIETA' AL TIBET


CONTRO LA VIOLENZA CINESE BOICOTTIAMO LE LORO OLIMPIADI

lunedì 7 aprile 2008

AL SENATO IL 13 E 14 APRILE VOTA COL CUORE!



CON IL TUO VOTO AL SENATO IN UMBRIA RISCHI DI FAR ELEGGERE ESPONENTI DELLA MASSONERIA O PERSONAGGI INUTILI ALLA COMUNITA' ED UTILI SOLO A LORO STESSI.
C'E' UNA STORIA A DIMOSTRARLO.
PENSACI IL 13 E 14 APRILE

mercoledì 12 marzo 2008

CANDIDATI CAMERA E SENATO DELLA LISTA LA DESTRA-FIAMMA TRICOLORE

CAMERA DEI DEPUTATI
Elezioni 13-14 aprile 2008

LISTA LA DESTRA – FIAMMA TRICOLORE
LISTA CIRCOSCRIZIONE UMBRIA

1 GARNERO SANTANCHE’ DANIELA
2 BUONTEMPO TEODORO
3 TRACCHEGIANI ALDO
4 COCCIA SANTE
5 EPIFANI MARIO
6 ROSSI MARCO
7 GIULIETTI CARLO
8 PASCOLINI STEFANO
9 RINALDUCCI MAURO


SENATO DELLA REPUBBLICA
Elezioni 13-14 aprile 2008

LISTA LA DESTRA – FIAMMA TRICOLORE
LISTA REGIONE UMBRIA

1 ROMAGNOLI LUCA
2 SPAGNOLI CARLA
3 PROCACCINI GIANLUCA
4 ROGO MARCO
5 ALVI GIANLUCA
6 DIONIGI GIANNI
7 D’ORAZIO ROMANO

sabato 8 marzo 2008

ELEZIONI POLITICHE DEL 13-14 APRILE 2008 - RIAMMESSO IL SIMBOLO IN VIA DEFINITIVA: ORA A TESTA BASSA PER CONFERMARCI COME TERZO POLO CON L'8%!!!



PROGRAMMA ELETTORALE
della lista
LA DESTRA – FIAMMA TRICOLORE

ELEZIONI POLITICHE DEL 13-14 APRILE 2008

PREMESSA

I Movimenti politici “La Destra” e “Fiamma Tricolore” hanno deciso di unire le proprie forze, i propri simboli e le proprie storie per candidarsi con un’unica lista e un programma comune alle elezioni politiche del prossimo aprile.
“La Destra-Fiamma Tricolore” si candida a guidare l’Italia nella prossima Legislatura consapevole della necessità storica per il popolo italiano di continuare ad avere nelle massime istituzioni rappresentanti della storia della Destra sociale e nazionale, politica e culturale, che ne sappiano tramandare valori e principi in questa era difficile e di transizione, senza cadere nel tranello di chi, facendosi interprete di un pensiero unico, nell’economia come in politica, commette un tragico errore unico. Riteniamo che la semplificazione del quadro politico, la governabilità e la crescita del nostro Paese non risiedano affatto nella riduzione degli schieramenti politici a due soli soggetti che tendono ad assomigliarsi sempre più offrendo al nostro popolo soltanto la misera idea di un’alternanza di oligarchie e non quella di un’alternativa credibile per la risoluzione positiva dei tanti, troppi, problemi che ancora affliggono la nostra Patria.

I valori e principi che ci animano e che ci uniscono in questa battaglia comune si qualificano nel:
concepire la Libertà innanzitutto come concreto esercizio di Diritti – della persona, delle comunità, dei popoli – in coesistenza delle dimensioni del Sacro e del Bello; le scelte individuali con le politiche per la famiglia come cellula fondamentale del più vasto corpo sociale; la politica per il popolo, con il popolo e non per il potere, identificando i linguaggi e gli strumenti più adatti a ri-costruire un dialogo politico scomparso da decenni;
promuovere la libertà e il dialogo tra le religioni senza gettare benzina sul fuoco dello scontro di civiltà, scongiurando il rischio concreto di una perdita dei valori profondi della nostra civiltà – che è romana e cristiana, e affonda le sue radici nel Diritto naturale – in nome di quel relativismo laicista, ultimo ariete del degrado nichilista;
pensare uno Stato nuovo, non più astratto contratto tra individui atomizzati ma patto tra le generazioni presenti, quelle passate e quelle a venire, comunione ereditaria tra corpi intermedi, comunità e autonomie locali, sistema delle imprese e persone; uno Stato capace di arginare il potere anonimo e senza volto delle grandi centrali finanziarie e multinazionali, dei poteri sovranazionali privi di legittimazione politica e democratica; uno Stato capace di affermare che la politica – se tale vuole essere – non può ridursi esclusivamente al rango di curatrice fallimentare dell’amministrazione; uno Stato che promuova la cultura della legalità e fornisca ai cittadini una giustizia finalmente rapida ed efficiente;
contrastare l’idea materialista che vede il Lavoro esclusivamente in ragione della sua funzione economica, consapevoli che il lavoro è anche e soprattutto creazione, arte, cultura ed è intimamente radicato nei luoghi e nelle comunità locali in cui si esplica;
riportare la persona, il lavoratore, al centro dei processi economici e produttivi, consapevoli che il prodotto è comunque e sempre frutto del lavoro umano e non può avere mai la medesima dignità dell’uomo che lo ha lavorato e prodotto, e che per questo vanno incentivati tutti i modelli che tendono a forme di partecipazione del lavoratore al capitale dell’ impresa;
fuggire l’idea che la Vita possa ridursi al mercato, nuova forma di idolatria che caratterizza gli adepti di quell’ideologia mercatista che si va diffondendo e che rappresenta la sintesi aberrante dei peggiori presupposti del meccanicismo marxista con il substrato di fondo di certo liberismo materialista;
promuovere fermamente l’ampia partecipazione del mondo femminile nella vita politica e del lavoro non solo tramite la legittima affermazione dei diritti delle donne ma soprattutto attraverso un rinnovato apprezzamento di quei valori autenticamente femminili per i quali la donna è intesa quale patrimonio costitutivo e fondante della società nel suo ruolo civile, culturale, istituzionale e di motore propulsivo della famiglia;
vivere l'identità e l’appartenenza nazionale come missione, superando lo sconfittismo e l’idea del declino, nel rispetto delle molteplici identità locali, delle tante piccole patrie che tutte contribuiscono pienamente a definirci, insieme e a fianco del sogno europeo, della naturale ambizione mediterranea e di una vocazione universale che trova le sue fondamenta nella nostra storia più antica;
pensare, di fronte ai fenomeni migratori e alle necessità di sostegno di cui il mondo occidentale si deve fare carico, la costruzione di un modello anti-xenofobo che, lungi dall’essere multiculturalista, rifugga la falsa idea di facili integrazioni estranee alla cultura dei doveri, che sappia scegliere a chi offrire ospitalità per una più facile convivenza di culture e che, nel tempo, senza pretese materialiste, possa arrivare a sviluppare un modello di identità arricchita, sul presupposto dell’esistenza di un dato culturale e antropologico, legato alla terra, alla cultura e alla storia, dal quale non si può prescindere – l’identità – che va affermato non in negazione dell’identità altrui ma come presupposto necessario di relazione e di rispetto dell’altro da noi, e contemporaneamente pensare a politiche di cooperazione che aiutino le popolazioni più bisognose a restare nei propri Paesi evitando l’impoverimento e uno sradicamento carico di angosce.
Sulla base di questi principi che ci uniscono, riteniamo di dover offrire al nostro popolo la possibilità di scegliere sulla base degli impegni di questo programma che ci unisce e che tutti i nostri candidati al Parlamento si impegnano a rispettare – e a non tradire - nella prossima legislatura.

VALORI

Per noi la Vita è Sacra. Senza dubbi né esitazioni. Al centro della nostra proposta politica vi è la Persona, dal concepimento alla morte, con i suoi diritti e la sua dignità.
Rivedere l’applicazione della Legge 194: intendiamo rendere efficace la parte sulla “prevenzione” della L.194, con riferimento agli artt. 2 e 5 che sanciscono il ruolo di “prevenzione rispetto all’aborto” dei consultori, al fine di rendere effettiva la Difesa della vita dal “concepimento” e non, in termini equivoci, “dall’inizio” come è oggi. Trasformare – secondo lo spirito della Legge – i Consultori in luoghi di sostegno e orientamento alla vita e non all’interruzione volontaria di gravidanza.
Tutela della famiglia tradizionale: consapevoli della necessità di regolamentare i rapporti di Diritto privato che scaturiscono dalle diverse forme di unione di fatto, vogliamo ribadire la nostra ferma opposizione a formule tipo DICO e PACS, che investono il Diritto pubblico oltre alle finanze dello Stato.

SICUREZZA E IMMIGRAZIONE

Certezza della pena- Revisione della Legge Gozzini e riduzione dei benefici di legge in relazione alla carcerazione per tutti quei reati che creano allarme sociale; stretti controlli sull’applicazione della pena; introduzione obbligatoria del “braccialetto elettronico” per accedere ai programmi di reinserimento sociale per i detenuti. No ad ogni nuovo indulto e/o amnistia
Lotta durissima tanto contro la microcriminalità ( vera e propria piaga endemica diffusa su tutto il nostro territorio nazionale) quanto contro il crimine organizzato e il racket con innalzamento delle pene oggi previste.
Tolleranza zero contro lo spaccio di stupefacenti – innalzamento della pena fino all’ergastolo per i grandi spacciatori.
Castrazione chimica per i pedofili - Inasprimento delle pene per i reati di violenza carnale.
Togliere la prostituzione dalle strade: abolire la Legge Merlin e al contempo contrastare pesantemente lo sfruttamento della prostituzione da parte della criminalità.
Subordinare la concessione del “permesso di soggiorno lavorativo” alla firma di accordi bilaterali con gli Stati di origine relativamente allo scontare nelle carceri di quei paesi le pene per eventuali reati commessi in Italia dagli immigrati. Rilevazione delle impronte digitali e del DNA per tutti gli stranieri extracomunitari che chiedano un permesso di soggiorno superiore ai 6 mesi di permanenza sul territorio nazionale. Mappatura completa del fenomeno migratorio in Italia e blocco di ogni ipotesi di sanatoria più o meno mascherata.
Ospitalità nei campi nomadi inderogabilmente legata alla dimostrazione della possibilità di mantenimento per sé e il proprio nucleo familiare.
Rafforzamento dell’ordine sociale anche attraverso politiche che riconoscano alle forze armate e alle forze dell’ordine (e più in generale, a chiunque operi come pubblico ufficiale nell’ambito delle sue competenze), ruolo, dignità e possibilità operative con adeguata considerazione delle necessità di struttura, logistica e personale. All’uopo considerando e risolvendo problemi alloggiativi, adottando politiche salariali adeguate allo status e all’operato, provvedendo al riordino e alla riqualificazione della carriere, e all’eliminazione del precariato, tanto nelle forze armate che dell’ordine.
Basta con i fogli di via che diventano carta straccia. Espulsione reale ed immediata con provvedimento del Prefetto di tutti i clandestini che girano in Italia senza regolare permesso di soggiorno. Applicazione del reato di riduzione in schiavitù nei confronti degli scafisti.
Albo delle moschee e registro pubblico degli Imam. Edificazione di luoghi di culto estranei alle ipotesi concordatarie subordinata all’approvazione del Ministero dell’Interno oltreché all’autorizzazione del Sindaco e introduzione per legge dell’obbligo di pronunciare i sermoni in lingua italiana allo scopo di scongiurare il fomento dell’integralismo religioso. Divieto di indossare il velo islamico nelle scuole e comunque alle minorenni.
No a qualsivoglia riduzione dei tempi necessari all’ottenimento della cittadinanza italiana.
No al diritto di voto amministrativo per i residenti privi di cittadinanza.
Preferenza nazionale nell’assegnazione degli alloggi e nella scuola di ogni ordine e grado, a partire dagli asili nido e dalla scuola materna.
No all’ingresso della Turchia nella Comunità europea.

GIUSTIZIA

Separazione funzionale delle carriere tra Magistratura inquirente e magistratura requirente.
Per evitare l’attuale degenerazione delle correnti della Magistratura, che deve rimanere così indipendente anche dalla “casta” dei magistrati politicizzati, proponiamo l’elezione a sorteggio dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura tra coloro che ne hanno i requisiti.
Aumentare efficienza e soprattutto rapidità del corso della Giustizia sia per ciò che concerne l’azione penale sempre e comunque doverosamente orientata ai criteri di “certezza del diritto-certezza della pena” sia per ciò che concerne lo scandaloso stato in cui si trova la “giustizia civile”. Completamento della riforma del codice di procedura civile: snellimento dei tempi di definizione delle cause e forme di incentivo alle procedure extra-giudiziali.

GIOVANI E DONNE

Tassazione straordinaria di banche, assicurazioni, stock options di manager e utilizzazione dei proventi del cosiddetto “signoraggio bancario” finalizzati a:
- finanziare il “mutuo sociale” per l’acquisto dell’abitazione;
- contribuire al pagamento degli interessi dei mutui ventennali a tasso agevolato della prima casa popolare (costruita da enti pubblici) delle giovani coppie;
- sostenere la nascita di nuove imprese gestite da giovani, anche attraverso la sperimentazione di un periodo “no tax” per le nuove iniziative imprenditoriali e professionali giovanili;
- defiscalizzare di un terzo il lavoro femminile per arrivare alla pari retribuzione tra donne e uomini.

SVILUPPO: IMPRESA, AGRICOLTURA, LAVORO, ENERGIA

Siamo decisamente a favore dell’introduzione in Italia della flat tax, con una aliquota unica non progressiva, che si sostituisca alle odierne Irpef e Ires e sia dunque valida per i redditi di qualunque tipo, senza distinzione tra persone fisiche e imprese. La drammatica situazione dei conti pubblici non ci consente di proporre immediatamente l’applicazione della flat tax ai redditi delle persone fisiche, il cui gettito nell’anno 2006 è stato di 150 miliardi e 248 milioni di euro, pari al 34,8% di tutte le imposte incassate da tutte le pubbliche amministrazioni. L’applicazione della flat tax ai redditi delle persone fisiche, però, rimane nel medio periodo il nostro obiettivo. Proponiamo invece di iniziare immediatamente questo cammino virtuoso applicando la flat tax al reddito delle persone
giuridiche, il cui gettito nel 2006 è stato di 35 miliardi e 915 milioni di euro, pari all’8,3% di tutte le imposte incassate da tutte la PA. La percentuale obiettivo che intendiamo proporre è del 20% da raggiungere in tre anni, riducendo del 2,5% all’anno l’attuale aliquota del 27,5%. Inoltre prevediamo, allo scopo di ridurre il numero dei “lavoratori precari”, altre agevolazioni ed incentivi, strutturati in modo da non configurare la fattispecie di “aiuti di stato”, per le imprese che assumeranno un certo numero variabile di lavoratori a tempo indeterminato.
Contrattazione decentrata per introdurre la Partecipazione agli utili d’Impresa attraverso:
Minimo salariale inderogabile per tutti i tipi di lavoro;
Incrementi retributivi (secondo il principio della Partecipazione) legati alla produttività dell’Azienda e contrattati “in loco” tra le parti.
Ulteriori forme di incentivazione fiscale in considerazione dell’aumento del “tasso partecipativo agli utili”.
Detrazione degli utili reinvestiti in ricerca e formazione.
Introduzione di clausole sociali e ambientali per le importazioni da quei Paesi che non rispettano i Diritti dei lavoratori e i doveri di Tutela dell’Ambiente in relazione agli standard europei con conseguente tassazione maggiorata al fine di tutelare la produzione italiana da forme di concorrenza sleale de facto.
Per le Piccole Imprese, le imprese artigiane e i commercianti al dettaglio: accelerazione dei rimborsi Iva a 60 giorni, per lasciare liquidità all’impresa; inoltre, al fine di evitare un’ulteriore penalizzazione per quelle imprese che soffrono problemi di liquidità dovuti all’insolvenza dei clienti proponiamo che il versamento dell’Iva sia dovuto solo dopo il reale incasso della fattura; graduale e progressiva abolizione dell’Irap, a partire dall’Irap sul costo del lavoro e sulle perdite.
Revisione degli automatismi su cui si basano gli studi di settore (che sono particolarmente penalizzanti per i giovani professionisti) e che vanno legati al territorio e non decisi esclusivamente a livello centrale.
In merito allo sviluppo dell’Agricoltura italiana La Destra-Fiamma Tricolore intende farsi, in modo più propositivo e concreto rispetto ai governi del passato, vessillifera di una politica di difesa della qualità del prodotto italiano, del made in italy, imponendo, tramite un accordo internazionale da raggiungere in sede di WTO, la lotta all’agropirateria che danneggia nel mondo soprattutto la nostra agricoltura ed i suoi prodotti di qualità più noti; per questo proporremo la multifunzionalità in agricoltura attraverso una legislazione capace di dare agli agricoltori più concrete possibilità di integrazione al proprio reddito agricolo. Dopo la felice esperienza dell’agriturismo vi è da rendere più concreto e remunerativo, con una opportuna legislazione, l’apporto degli agricoltori alla tutela dell’ambiente.
Immediata riduzione dell’Iva sul turismo al fine di incentivarne lo sviluppo tanto sul mercato interno quanto nella capacità di attrarre nuovi turisti stranieri.
Sulla strada dello sviluppo dell’autonomia energetica, nella necessità di continuare i programmi già avviati di approvvigionamento energetico e intraprendere iniziative di partecipazione ai progetti europei sul nucleare di ultima generazione, riteniamo sia un dovere dello Stato favorire la nascita di una nuova filiera industriale basata sullo sfruttamento delle energie rinnovabili insieme e a fianco alla creazione di una rete di microgenerazione distribuita fatta di piccoli impianti, armonizzati sul territorio che vedano la responsabilizzazione e il favore delle comunità locali

TRASPARENZA FISCALE

Noi siamo certi che il problema in Italia sia quello di ridurre l’esorbitante spesa pubblica senza dover per questo tagliare la “spesa sociale” che spesso è già inferiore a quella del resto dei Paesi europei. Vogliamo che i proventi della tassazione siano spesi per i cittadini e non per la “casta”.
Per questo proponiamo un serio Federalismo fiscale: perché vogliamo che si sappia chi paga le tasse, regione per regione, e come le pubbliche amministrazioni usano quei soldi.
Ferma restando naturalmente la tutela dei diritti civili e sociali di tutti i cittadini, una riforma fiscale seria che alleggerisca la pressione su cittadini e imprese, improntata a criteri di trasparenza e territorialità, deve consistere nell’identificare i compiti operativi e i compiti legislativi dello Stato, che saranno alcuni "esclusivi" e altri "concorrenti"con le Regioni, alle quali spetta la responsabilità delle altre leggi. Questo non è "caos", ma è competizione tra Regioni a chi amministra meglio, a dove la qualità della vita è migliore, a dove si attirano più investimenti e a dove c'è più sicurezza e meno ladri a piede libero.
I compiti operativi dello Stato centrale devono essere ridotti e valutati a costi standard.
I compiti dello Stato saranno finanziati con una delle due tasse nazionali.
La prima è la "tassa per pagare i servizi dello Stato", la seconda tassa nazionale è la "tassa per la solidarietà”. La pagano tutti, il gettito va in un "piatto comune". Si calcola il PIL medio pro-capite nazionale. Le regioni che lo superano non ricevono niente. Quelle dove si genera un PIL pro capite inferiore alla media nazionale incassano quote della "tassa per la solidarietà", a condizione che non vi sia significativa evasione fiscale e contributiva
Il calcolo non viene effettuato sui valori nominali, ma sulla base del "potere d'acquisto".
Tutto il resto, tutte le altre tasse, sono stabilite e gestite dalle Regioni in base ad un principio della concorrenza fiscale tra le Regioni alle quali spetta decidere quanti servizi fornire ai residenti ( cittadini, imprese, associazioni ecc). La pressione fiscale varierà in funzione delle scelte degli amministratori regionali.

LOTTA AL CARO VITA

Bloccare l’automatismo della gravazione dell’Iva sulle accise dei carburanti in relazione alle oscillazioni del prezzo della benzina, fissando dei limiti rivedibili in base all’andamento dell’indice Istat e impedendo l’odioso meccanismo della “tassa sulla tassa” che ha contribuito nei soli ultimi due anni ad aumentare di ulteriori 16centesimi al litro il costo della benzina verde.
Abolizione del “canone Rai”, vera e propria tassa ingiusta nei confronti dell’intera cittadinanza.
Blocco degli aumenti delle tariffe di luce, gas e telefono per due anni.
Introdurre il quoziente basato sul reddito familiare complessivo delle famiglie come criterio di base per il prelievo fiscale, in ragione anche della presenza di disabili e anziani a carico del nucleo familiare.
Realizzazione di patti concertativi con le categorie per diminuire il prelievo fiscale alle imprese italiane e ai commercianti che ridurranno i prezzi dei generi di prima necessità

MUTUO SOCIALE

Intendiamo affermare in ogni sede il principio per cui ogni famiglia italiana ha diritto alla proprietà della propria abitazione, senza sottostare a meccanismi di impoverimento del reddito familiare attraverso la pratica usurante degli affitti o la stipula di mutui classici che arricchiscono soltanto le banche e mettono a serio rischio, come dimostrano i più recenti avvenimenti, il futuro di centinaia di migliaia di famiglie.
Non è attraverso forme di controllo del prezzo degli affitti che si risolve l’emergenza abitativa ma attraverso l’istituzione del Mutuo sociale, a cui possano avere accesso quelle famiglie che necessitano di abitazione e in cui nessun membro sia proprietario di immobili, attraverso cui comprare case pubbliche a prezzo di costo senza passare attraverso le banche.

ACQUA BENE PRIMARIO

L’acqua è un bene primario della nazione e di prima necessità per il nostro popolo, e in tal senso lo consideriamo di interesse strategico dello Stato.
Per questo motivo – e diversamente da altri settori - riteniamo sia doveroso considerare l’acqua, la sua gestione, la sua distribuzione e la vendita al consumatore un “bene pubblico” meritevole della massima tutela da parte dello Stato, delle Regioni e degli Enti Locali.
Gli interessi dei privati in questo settore non possono prevalere rispetto all’interesse generale.
Le politiche di privatizzazione delle acque vanno completamente riviste anche al fine di ritornare a tariffe di vendita che non penalizzino il consumatore e contemporaneamente tutelino questo bene pubblico.
Le aziende pubbliche che gestiscono e distribuiscono l’acqua devono rimanere o devono nuovamente essere riconvertite in un capitale di azienda totalmente pubblico, senza alcuna infiltrazione di privati. Tutti i cittadini-consumatori saranno a loro volta soci dell’azienda. Il “maggiore azionista” rimarranno gli enti locali preposti, che dovranno gestire l’azienda nell’interesse comune.

SANITA’

Riteniamo che - anche creando un rapporto virtuoso tra sanità pubblica e sanità privata, coinvolgendo Stato e Regioni – vada potenziato innanzitutto il Sistema pubblico della sanità: intervenendo per rimuovere tutte le incrostazioni burocratiche, controllando fortemente le spese inutili e rimuovendo i deficit di sistema, ma sempre tenendo al centro il cittadino-paziente, garantendo in particolare ai non abbienti la possibilità di scegliere dove e come farsi curare, garantendo anche a chi non è nelle condizioni economiche per farlo privatamente di essere curato e assistito secondo criteri qualitativi e di eccellenza.
Riteniamo sia necessaria una vera e propria “rivoluzione” nel campo della sanità che non può poggiare esclusivamente su criteri di privatizzazione, ma in base al principio di sussidiarietà, deve poter contare sul coinvolgimento della cittadinanza organizzata in forma associativa per aiutare, sostenere, tutelare i pazienti: in altre parole tutte quelle attività extra-ospedaliere a beneficio dei pazienti, spesso ignorate dal sistema Pubblico ma apprezzate dai cittadini e necessarie alla qualità della vita dei pazienti.
Le Associazioni meritevoli devono essere individuate, ed a loro deve essere affidato, attraverso la stipula di convenzioni, un pezzo di sanità e di sostegno al sociale; non parliamo dei soliti contributi a pioggia ai “furbetti delle cooperative” od agli amici degli amici: parliamo di meritocrazia.
Chi lavora bene, nell'interesse dei pazienti, e fa risparmiare denaro allo Stato, va individuato, coinvolto nei processi decisionali e premiato.
E questo vale nel campo della salute, come dell’assistenza ai bisognosi e agli anziani, nel recupero degli emarginati e dei tossicodipendenti: il “terzo settore”, il volontariato sociale, la società civile organizzata per la tutela di chi ha meno sono anch’essi pilastri che la Destra considera fondamentali per l’edificazione di un nuovo Stato Sociale.
Per ciò che concerne la nomina dei manager del settore sanitario riteniamo che essa debba essere basata esclusivamente su criteri di capacità e merito e non in base all’odioso principio delle nomine partitiche.

ISTRUZIONE

Ridare fiducia al corpo docente nelle scuole di ogni ordine e grado, premiando chi più si impegna e merita, al fine di gratificare maggiormente chi occupa un ruolo così dlicato come l’insegnamento e migliorare gli standard scolastici.
Se uno slogan fortunato del passato prevedeva le 3 “i” di inglese, internet e impresa come elementi centrali di un ragionamento modernizzatore per la scuola italiana, noi crediamo che vada oggi invece posto l’accento su una quarta “i”, quella di “Identità” che deve tornare orgogliosamente nei programmi scolastici e che non può più venir annientata dalla cultura post-sessantottina che vuole educare i nostri figli come individui sradicati, cosmopoliti e privi della conoscenza della propria storia e della propria memoria (autentiche basi su cui costruire con successo il proprio futuro) senza capacità critica, in una scuola massificata che continua a rifiutare il merito come primo ed essenziale elemento di selezione e avanzamento negli studi.
Identità: a maggior ragione ribadiamo questo nostro pensiero nel momento in cui sempre più sono compagni di classe degli studenti italiani migliaia di immigrati e i loro figli.
Ribadiamo la nostra assoluta contrarietà all’insegnamento del Corano o di qualsivoglia altra Religione diversa da quella Cattolica nelle scuole statali e crediamo sia invece doveroso introdurre l’obbligo di studiare la cultura e la civiltà giuridica del nostro Paese proprio al fine di non creare sacche di emarginazione tra gli studenti di culture e religioni diverse
Proponiamo l’abolizione dei test di ingresso all’Università: i criteri di selezione dei “capaci e meritevoli” devono avvenire principalmente attraverso la valutazione del curriculum studiorum

FIDUCIA NELLO STATO

Tutti i rimborsi/debiti che lo Stato (amministrazioni centrali e locali) ha nei confronti sia delle persone fisiche che delle persone giuridiche devono essere liquidati entro e non oltre sei mesi, eventualmente anche con titoli dello Stato. Il provvedimento interessa ad esempio tutti i rimborsi IVA - IRPEF- IRPEG e tutte quelle aziende che lavorano per lo Stato, dagli ospedali alle manutenzioni delle strade.

OPERE PUBBLICHE

Parere consultivo – e non più vincolante - delle Sovraintendenze e degli Enti locali per tutte quelle opere di grande interesse pubblico e sociale.
Costruire tutte le opere pubbliche necessarie a mantenere l’Italia ai livelli europei, dall’Alta Velocità, ai porti, alle reti stradali e autostradali. Se non si fanno tutte le infrastrutture necessarie l’Italia sarà presto fuori dai mercati europei e internazionali.
Con particolare riferimento al Mezzogiorno d’Italia: è nostra convinzione che con un Sud rinnovato, con autonoma capacità di sviluppo, capace di trovare finalmente una propria vocazione di crescita tutta l’Italia ne trarrà benefici immensi. Questione settentrionale e questione meridionale si risolvono insieme, nella capacità di dare risposte ai problemi concreti: un’Italia a due velocità nel mondo dell’economia globalizzata non va da nessuna parte, è solo un treno che deraglia. Per questo crediamo che il Sud necessiti di particolare attenzione nella realizzazione di tutte quelle opere pubbliche che possano essere utili alla sua rinascita. Dalla rete idrica per l’agricoltura fino alla realizzazione di infrastrutture turistiche, dalla attenzione al rispetto del territorio fino alla riconversione dei vecchi e ormai dismessi mega-poli industriali.

AMBIENTE

L’Ambiente per la noi è innanzitutto un bene comune da salvaguardare, tutelare, difendere e sostenere, ma è anche un’occasione, per una nazione come l’Italia, tra le più ricche al mondo in quanto a patrimonio ambientale e culturale, una nuova occasione di sviluppo.
In questo senso la Destra-Fiamma Tricolore ritiene di dover dar vita ad una politica ambientale capace di far coesistere in maniera sinergica la tutela della natura con le attività umane.
Di fronte allo scempio dei rifiuti in Campania di cui riteniamo responsabili i governi locali di centro-sinistra è dovere dello Stato adottare provvedimenti normativi per la riduzione a monte dei rifiuti, favorire il riciclo e il riutilizzo delle materie attraverso la diffusione su tutto il territorio nazionale della raccolta differenziata e, realizzando un ciclo industriale realmente integrato, procedere alla realizzazione di termovalorizzatori.
Nello specifico della situazione campana ci impegneremo per la restituzione ai cittadini della Tarsu ad oggi pagata per un servizio non reso.
La gestione delle Aree protette per noi deve situarsi nell’ottica di uno sviluppo eco-sostenibile ed eco-compatibile; l’attività venatoria va sostenuta nel suo valore associativo, culturale e tradizionale e a questo fine riteniamo necessaria la revisione della Legge 157/92, in un percorso di armonizzazione con le normative europee e di recepimento delle direttive 79/409/CEE (uccelli) e 92/43/CEE (habitat) nel rispetto concreto di natura e tradizione.

RIFORME

La destra italiana vuole una riforma vera ed efficiente dello Stato.
Al primo posto mettiamo l’istituzione della Repubblica Presidenziale, solo un Presidente eletto dal popolo può garantire contemporaneamente la stabilità e la governabilità delle Istituzioni e la maggior partecipazione democratica del popolo alle scelte di Governo.
Unitamente alla Repubblica Presidenziale la Destra crede nella bontà dell’amministrazione federale delle Regioni e degli Enti locali sulla base dl principio di “sussidiarietà”
Una seria riforma della politica contro le logiche di casta necessita il riconoscimento giuridico dei partiti e l’applicazione dell’art.49 della Costituzione.
Nella lotta contro gli sprechi di palazzo la Destra si propone di abolire radicalmente tutti gli enti inutili ad oggi ancora esistenti. Inoltre vogliamo ridurre per legge tutte le assemblee elettive fino alla metà del numero attuale dei loro componenti.
Nel rapporto tra eletti ed elettori crediamo sia doveroso reintrodurre la preferenza anche per l’elezione dei membri del Parlamento italiano così come già avviene per gli eletti al Parlamento europeo e nei vari Consigli regionali. Unitamente alla reintroduzione della possibilità di scelta da parte degli elettori dei propri rappresentanti la Destra vuole introdurre criteri certi di riduzione delle spese per le campagne elettorali.
L’enorme burocrazia e l’inefficienza di ampi settori del servizio pubblico che opprimono quotidianamente gli italiani non sono responsabilità dei dipendenti della Pubblica amministrazione, ma “mali del sistema” che vanno curati con determinazione attraverso la riduzione delle innumerevoli leggi che appesantiscono il rapporto tra cittadino e P.A. e contemporaneamente introducendo reali criteri di meritocrazia in ogni ordine e grado del pubblico impiego oltreché ad attente politiche di riduzione reale degli sprechi.

Vi proponiamo il programma elettorale de La Destra, per le prossime elezioni politiche. E’ un documento che guarda, innanzitutto, ai bisogni reali della comunità, partendo dai nostri valori di riferimento: sacralità della vita e tutela della famiglia tradizionale.

La nostra vuol essere una risposta seria alle esigenze concrete del cittadino (dalla casa al problema al modo in cui fronteggiare il carovita), ma anche una risposta vera ai programmi fotocopia, pieni di nulla, messi in campo da Pd e Pdl.

martedì 26 febbraio 2008

ASSALTO ALLA SEDE DE “LA DESTRA” DI TERNI


La Destra di Todi esprime solidarietà alla sede ternana per l'esecrabile assalto subìto; sono stati spaccati i vetri della sede, da poco apertasi, con un lancio di sampietrini divelti dalla pavimentazione della piazza circostante e sono tornate scritte intimidatorie sui muri, la vergognosa stella a cinque punte delle Brigate Rosse e mirate scritte minacciose contro il nostro Segretario Nazionale che ricordano altri tempi e la persistenza ancora di una mentalità violenta, ottusa, gretta e però sempre pericolosa, tipica dei vecchi comunisti. Speriamo che le Forze dell'Ordine, alle quali è stata inoltrata denuncia da parte del Portavoce provinciale Gianluca Procaccini, riescano a trovare i colpevoli, sicuramente balordi di sinistra, fomentati da un odio verso il nostro pensiero e le nostre idee che, per la loro libertà e forza, iniziano a far paura.
Seguitiamo a portare avanti i nostri ideali chiari e puri, senza paura, come sempre; le prossime elezioni faranno vedere la nostra forza e dimostreranno l'inconsistenza dei nostri nemici.
Oggi 26 febbraio si svolgerà una conferenza stampa presso la sede di Terni, teatro dell’accaduto, alle ore 11 in Piazza Ridolfi.

giovedì 21 febbraio 2008

COSTITUZIONE COMITATO ELETTORALE UMBRO

Ieri sera si sono riuniti a Todi i vertici dirigenziali umbri di La Destra e Fiamma Tricolore. Le due forze politiche che si presenteranno unite sotto lo stesso simbolo dopo l’accordo raggiunto tra Storace e Romagnoli, mosse dagli stessi ideali e valori, hanno gettato le basi per intraprendere la campagna elettorale nella nostra regione, certe di ottenere un ampio consenso alle prossime elezioni politiche. L’incontro ha fatto emergere una convergenza piena negli intenti e nelle strategie elettorali. Si è costituito una comitato paritetico che sarà la guida, sia nelle determinazioni delle candidature, sia nei piani di azione della campagna elettorale.

mercoledì 20 febbraio 2008

Daniela Santanchè Premier


Dopo decenni di falso femminismo , di quote rosa (come se le donne fossero una specie in via d'estinzione) dopo il nauseante buonismo Veltroniano sulla necessità delle donne in politica ( per poi candidare nel PD vecchi arnesi,professionisti della politica da anni )soltanto la Destra Italiana , Nazionale Sociale e Popolare per la prima volta nella storia italiana candida una donna a Presidente del Consiglio dei Ministri... diamole fiducia !

sabato 16 febbraio 2008

FINALMENTE LE FIAMME BRUCIANO INSIEME



L’accordo tra le due uniche e vere forze italiane di Destra è finalmente realtà; La Destra e Fiamma Tricolore andranno al voto con un unico simbolo ed un’unica lista. A differenza dello pseudopartito di destra della Mussolini, che si è solo garantita un posto per lei in Parlamento vendendo le sue idee e soprattutto il cognome che indecorosamente porta, siamo gli unici, a destra, che non hanno accettato l’elemosina di una manciata di deputati, in cambio della propria morte politica, dal nuovo cartello elettorale di Berlusconi e Fini. Il loro intento è oramai chiaramente quello di fare un’alleanza con la sinistra di Veltroni, tagliando le ali estreme; ma dovranno fare i conti con noi perché in Parlamento saremo presenti e mai disposti a scendere a compromessi per i loro bassi interessi di bottega. Onore quindi ai Segretari dei nostri partiti Onorevoli Storace e Romagnoli che, assieme al Nostro Presidente On. Buontempo ed al Nostro Candidato premier On. Santanchè, hanno deciso di unirsi in una Destra forte, vera e identitaria. I nostri ideali sono puri, imperituri e indisponibili a qualsiasi compromesso o mediazione che non sia di interesse per la Nostra Patria. Mettiamoci subito in movimento perché così assieme conseguiremo sicuramente dagli elettori i voti necessari per avere una rappresentanza numerosa e determinante in Parlamento; il nostro popolo non è disposto a favorire questo nuovo vergognoso trasformismo che non lascia distinguere più i diversi ideali che le persone libere ed intelligenti dovrebbero avere, né, soprattutto, a morire democristiano. Spendiamo tutte le nostre energie per queste elezioni politiche, anche perché ad esse seguiranno a breve le amministrative e le europee e perché da questo primo risultato dipenderà il Nostro futuro e la tenuta della nostra alleanza. A Todi saremo sicuramente fortissimi perché con questo accordo è stata formalizzata un’alleanza che di fatto già esisteva per gli ideali comuni che contraddistinguono i militanti delle nostre due forze politiche. Ora più che mai attuale il pensiero di Ezra Pound: “Se un uomo non è disposto a rischiare nulla per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui”.
LA DESTRA TODI

A Ottobre Alleanza Nazionale si scioglie...parola di Fini!

Il Badoglio dei nostri tempi

«se l'udc andra' da sola alle elezioni la cosa non potra' che dispiacermi»
Fini: «An sciolta in autunno»
Intervista a "Libero": «Con un congresso stabiliremo le tappe e le regole che porteranno a un soggetto unico»

ROMA - Alleanza nazionale non c'è più. Ma la sua fine verrà certificata tra qualche mese. «In autunno si terrà il congresso di Alleanza nazionale e lì stabiliremo le tappe e le regole che porteranno a un soggetto unico. Lo scioglimento di An passerà da quel congresso. Ovviamente la stessa cosa dovrà farla Forza Italia». Lo ha dichiarato il presidente di Alleanza nazionale Gianfranco Fini in un’intervista concessa al quotidiano «Libero».

RAPPORTO CON L'UDC - Sul rapporto con l’Udc di Casini, Fini ha dichiarato che «Se andrà da solo alle elezioni la cosa non potrà che dispiacermi. Però il mio amico Pier non può pretendere di fare parte di una coalizione senza partecipare al progetto da cui è nata. L’alleanza con la Lega è un fatto a sé per la sua tipicità del suo essere movimento territoriale. L’Udc non è nella stessa condizione». Fini esclude di fare una semplice alleanza elettorale con Casini così come il Pd l’ha fatta con L’Italia dei Valori di Di Pietro. "Francamente non vedo la ragione dell’operazione. Veltroni ha fatto l’accordo con l’Italia dei Valori perché spera di agganciare il dipietrismo, cioè quel miscuglio di antipolitica e di giustizialismo che l’ex pm rappresenta insieme a Grillo. E comunque non vedo neanche il perché dovremmo ripetere l’errore di Veltroni. Lui aveva detto che sarebbe andato da solo e invece ha stretto un accordo con Di Pietro. Lasciamo che sia il solo a contraddirsi». Fini ha anche sottolineato che il nuovo partito «Il Popolo della Libertà non nasce a San Babila, sul predellino o ai gazebo: nascerà nell’urna il 13 e il 14 aprile e che non è un partito deciso unilateralmente da Berlusconi».

Intervista su LIBERO

venerdì 15 febbraio 2008

La Destra e la Fiamma Tricolore insieme alle elezioni


Roma, 15 febbraio 2008 - La Destra e la Fiamma Tricolore correranno insieme alle prossime elezioni. L'accordo e' stato formalizzato oggi in una conferenza stampa alla Camera. Daniela Santanche' sara' la candidata premier del cartello elettorale siglato tra Francesco Storace e Luca Romagnoli. Stesso simbolo non solo alle politiche ma anche alle amministrative, dove Storace correra' per il Campidoglio mentre Teodoro Buontempo sara' il candidato alla provincia di Roma.

dal sito www.storace.it

Ora tocca a voi. Oggi La Destra e la Fiamma Tricolore hanno presentato il cartello elettorale in vista del voto: malgrado tutti i tentativi di cancellarci, LA DESTRA C’E’.
A queste elezioni il nostro simbolo sarà insieme a quello della Fiamma, perché anche lì ci sono uomini e donne che hanno saputo dire “no” a un seggio sicuro, scegliendo la difesa dell’identità e dei valori.
Noi abbiamo pronunciato un “no” chiaro e forte a chi ci ha detto che dovevamo sciogliere il nostro partito. La dignità e la coerenza non sono in vendita: i nostri seggi ce li vogliamo sudare, con il nostro simbolo e con i nostri soldi. E ora sarà finalmente chiaro a tutti che da Berlusconi non abbiamo avuto mezzo euro, né glielo abbiamo chiesto.
Ora tocca voi. Serve una mobilitazione eccezionale e sono convinto che, una volta di più, sarete straordinari. Voi siete il popolo della destra e, col vostro cuore e con la vostra passione, ci aiuterete a superare tutti gli ostacoli e tutti gli sbarramenti che la casta ritiene possano fermarci. Ma noi siamo partiti. E non ci ferma più nessuno.



ELEZIONI/SANTANCHE’ SHOW ALLA CAMERA: SILURI CONTRO BERLUSCONI-FINI

Roma, 15 feb. - Un fiume in piena, irruenta, irriverente e aggressiva come non mai. Daniela Santanché ha presentato oggi in conferenza stampa a Montecitorio, insieme a Teodoro Buontempo e Luca Romagnoli, il simbolo della nascente ‘Cosa nera’, frutto
dell’incontro della Destra di Francesco Storace e della ‘Fiamma Tricolore’. Un simbolo che ricorda quello di An, anche se Buontempo assicura “E’ una lettura maliziosa, mica potevamo mettere insieme i due simboli in modo diverso”.

Segue il Daniela Santanchè Show alla Camera dei Deputati. A Berlusconi manda a dire: “attento, perché ti stai mettendo con chi voleva ‘fotterti’ la moglie, cioé Veltroni, e con chi voleva rivoltarsi come un calzino, Di Pietro”. Per Fini parole altrettanto dure: “Silvio, come puoi dormire dormendo con il tuo peggior traditore che ti ha dato dell’ectoplasma, che se fossi morto avrebbe voluto prendere il tuo posto e ti ricattava sulla
Gentiloni”.
Sempre contro il presidente del suo ex partito, la Santanchè un altro siluro: “An nel Pdl? Ha fatto bene, voleva andare nel Ppe e senza questa fusione con Fi il Ppe gli sputava in faccia”.

Buontempo spiega la scelta della ‘Destra’ di correre da sola, dopo il rifiuto del Pdl di apparentarsi con la creatura di Storace: “Ci è stato fatto un ricatto, per noi la dignità è un valore non in vendita. Non ci possono chiedere di annullare le ragioni per le quali abbiamo fondato il partito”.
Anche alle amministrative la ‘Destra’ e la Fiamma Tricolore andranno assieme, presentando Storace alle comunali di Roma e Buontempo alla Provincia. Un’alleanza, sottolinea Romagnoli, che permette di “riannodare radici e percorsi”, una scelta dettata
dal fatto che si è tentato di “togliere la dignità al nostro partito”.

“Nell’antica Roma - spiega Santanché, candidata premier del cartello elettorale - chi accendeva la fiamma erano le donne e oggi la storia si sta ripetendo. Volevano comprarci, abbiamo detto no”. Sia Buontempo che Santanché si appellano agli elettori di An. Spiega il primo: “Se non condividete il progetto del Pdl, allora votateci”. Conclude la seconda: “Vinceremo, pensiamo di raggiungere il 4%”.

mercoledì 13 febbraio 2008

Storace a Todi...una serata da non dimenticare !




C’è chi vuole rifondare il centrosinistra, chi vuole rifondare il comunismo e anche chi vuole rifondare il grande Centro. Noi abbiamo un’idea originale: Rifondare l’Italia. E’ con questo slogan che l’Umbria accoglie il Senatore Francesco Storace, Segretario Nazionale de “La Destra”. Oggi l’appuntamento per l’apertura ufficiale in Umbria della campagna elettorale dopo l’Assemblea Organizzativa di Trieste. “La Destra correrà da sola con Daniela Santanchè candidata Premier” così Storace dopo la cena ad Arcore con Silvio Berlusconi: “non si è raggiunto l’accordo per l’adesione al PdL, troppi veti e il sacrificio del nostro simbolo e di un’identità”. A fare gli onori di casa per la Regione Umbria è il Consigliere Regionale Aldo Tracchegiani che, insieme al portavoce provinciale di Perugia, Sante Coccia, l’imprenditrice da poco approdata al partito, Carla Spagnoli, il portavoce provinciale di Terni, Gianluca Procaccini, ha incontrato la stampa alle ore 15 presso la Sala della Partecipazione di Palazzo Cesaroni, sede della Regione, in Piazza Italia, 2; sono proseguiti poi a Terni alle ore 18 all’Auditorium di Palazzo Primavera, in Via Giordano Bruno e infine alla cena a Todi al ristorante Rosa dei Venti. “Il “partito nuovo” di Storace sta riscuotendo grandi consensi in una regione, quale è l’Umbria, a forte vocazione di centrosinistra. E questo – commenta Aldo Tracchegiani – è soltanto l’inizio di un percorso che vede il nostro partito in evoluzione continua anche in virtù della fusione di AN nel PdL”. La dimostrazione che La Destra in Umbria ha fatto breccia: le prime due tappe di Perugia e Terni hanno visto la presenza di molti simpatizzanti e militanti alla presenza di Francesco Storace, segretario nazionale del partito e candidato sindaco di Roma. Il Senatore Francesco Storace ha voluto iniziare la campagna elettorale in Umbria e nella fine del pomeriggio è stato ricevuto nel Comune di Todi dal Sindaco Avv. Antonino Ruggiano che gli ha donato alcune stampe di Todi e varie pubblicazioni. La serata si è conclusa con un incontro conviviale sempre a Todi presso il Ristorante La Rosa dei Venti ed alla cena, fortemente voluta a Todi dal Portavoce cittadino e membro del Coordinamento regionale Gianluca Alvi e dai membri locali della Giunta provinciale Valerio Torre e Leonardo Mallozzi, erano presenti, oltre al Sindaco di Todi ed all’Assessore Bruno Bertini, circa duecento persone tra dirigenti, iscritti, simpatizzanti ed ospiti; nel corso della cena il Segretario de La Destra ha poi preso la parola ribadendo i concetti di base: “nessun accordo con il PdL senza il nostro simbolo, pronti a correre da soli con Daniela Santanchè candidata Premier” ha ribadito. Poi i punto fondanti la politica de La Destra: “mi chiedono se sono nostalgico? Sì, della vita che si faceva trent’anni fa quando ancora la famiglia era un valore, la vita era sacra, la sicurezza non era ossessione di tutti come oggi. Il nostro motto oggi è: “no simbolo, no voti”, riferendosi al veto posto da Fini e Berlusconi. “L’Umbria in questi due mesi che ci separano dal voto si impegnerà, come lo ha fatto sin dal primo giorno, gli ha fatto eco Aldo Tracchegiani, portavoce regionale de La Destra, presente insieme ai portavoce provinciali di Perugia Sante Coccia e Terni Gianluca Procaccini, e riusciremo a far capire chi e cosa è La Destra con le nostre sole forze”.

lunedì 11 febbraio 2008

il Senatore Storace in visita a Todi lunedì 11 FEBBRAIO





11 febbraio - Storace in Umbria

PROGRAMMA 11 FEBBRAIO 2007

ORE 15.00 - PERUGIA - Conferenza stampa “Rifondare l’Italia”
Sala della Partecipazione, Palazzo Cesaroni (sede del Consiglio regionale), Piazza Italia 2, Perugia

ORE 18.00 – TERNI – Incontro con i militanti e conferenza stampa – Auditorium Palazzo Primavera – Via Giordano Bruno, Terni

ORE 20.30 - TODI – Cena Ristorante Rosa dei Venti, loc. Fiore di Todi

domenica 10 febbraio 2008

..Se non ci vogliono andiamo da soli!


Trieste la prima conferenza organizzativa del partito "la destra"
Storace: «Santanchè candidata premier»In serata incontro con Silvio Berlusconi
L'ex ministro della Salute: «Se il Cavaliere rifiuta il partito La Destra andremo avanti per la nostra strada»



TRIESTE - «Stasera vedo Berlusconi ad Arcore. Gli spiegherò quello che è successo oggi a Trieste, è doveroso da parte mia. Gli dirò che da sabato raccoglieremo le firme su due moduli: sul primo ci sarà scritto "Santanchè premier", sul secondo "Berlusconi premier". Se il Cavaliere rifiuta La Destra, andremo avanti per la nostra strada». All'indomani del discorso di Silvio Berlusconi a San Babila e nel giorno in cui Walter Veltroni dà il via da Spello alla campagna elettorale del Pd, Francesco Storace sfodera il suo asso nella manica in vista del voto del 13 e 14 aprile. E lo fa al termine della prima Conferenza nazionale organizzata dal suo partito a Trieste. «Siamo rimasti impressionati - ha detto l'ex ministro della Salute - dall'ovazione di ben cinque minuti tributata alla proposta di candidare la nostra portavoce a Palazzo Chigi. Più in generale rimarco a tutti che se è nata la Destra è perché c'è sangue nella vene e non accettiamo giochetti».

«IL NOSTRO POPOLO CI CHIEDE DI ANDARE DA SOLI» - In una nota, Storace scrive che La Destra «chiede, di fronte ai veti, di andare da soli, con la candidatura di Daniela Santanchè». L'ex esponente di Alleanza Nazionale ha spiegato di avvertire «una responsabilità in più: quella di dover rappresentare una comunità che chiede di andare da soli. Il nostro popolo - conclude - ha dimostrato a Trieste di non tollerare ferite alla nostra dignità».

«IO ORGOGLIOSA» - «Ci voleva il coraggio de La Destra per candidare per la prima volta una donna premier in una competizione elettorale» ha affermato Daniela Santanchè in una dichiarazione. «Ringrazio di cuore Storace e tutti i dirigenti - aggiunge la Santanchè - e resto a disposizione del partito per le decisioni che stiamo per assumere con il grande orgoglio di rappresentare, assieme a migliaia e migliaia di militanti e simpatizzanti la vera destra italiana».

sabato 9 febbraio 2008

GIORNO DEL RICORDO


Foiba di Basovizza
(solo qui 2.000 vittime; a guerra finita!)

GIORNO DEL RICORDO
La Destra sarà presente a Trieste il 10 febbraio per non dimenticare il dramma delle foibe, sempre nascosto dai nostri governanti.
Ci si troverà tutti il giorno 10 febbraio a Trieste, città che pagò in termine di vite umane in quei terribili anni, per ricordare le migliaia di vittime innocenti uccise da un odio indescrivibile riversato contro le popolazioni italiane. Saremo presenti per ricordare tutte le vittime gettate nelle profondità carsiche delle terre d’Istria e di Dalmazia; esse furono uccise non perché appartenessero a una o ad un’altra formazione politica ma perché italiane. Furono uccise e gettate nelle foibe affinché fossero dimenticate e destinate all’oblio, perché vi era un preciso piano politico per cancellare tutto ciò che era italiano nell’ Istria, Fiume e nella Dalmazia.
Tale progetto politico fu attuato fra il silenzio delle autorità italiane e di alcuni partiti politici di allora, che vollero di proposito chiudere gli occhi dinnanzi a quel massacro e quel genocidio di italiani lasciati al loro destino. Saremo presenti anche perché molti avrebbero voluto dimenticare e cancellare la pagina più triste del nostro paese.
Per caratterizzare la nostra identità, da Trieste, domenica prossima, si parte con la Conferenza organizzativa de La Destra per la prima campagna elettorale in cui combatteremo finalmente per quello in cui crediamo noi.

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GIORNO DEL RICORDO A TODI

10 Febbraio 2008
Todi - Sala del Consiglio Comunale

Ore 09,00 Apertura mostra fotografica “ MEMORIA E IDENTITA’ ”, storia e vita del quartiere giuliano dalmata di Roma, già esposta all’EUR e realizzata dalla Dr.ssa Roberta Fidanzia.

Ore 10,00 Proiezione filmato

Ore 11,30 Commemorazione dei caduti delle Foibe

Parteciperanno:

Dr.ssa Roberta Fidanzia, dottore di ricerca in storia delle dottrine politiche e Filosofia politica presso l’Università degli Studi La Sapienza di Roma.

Dr.ssa Maria Antonietta Marocchi, autrice del libro “ UNA VITA ITALIANA, DALLE FOIBE ALLA RICOSTRUZIONE ”, figlia di esuli di Capodistria.

Assessore Bruno Bertini, Segretario Regionale del MS Fiamma Tricolore.

La mostra “ Memoria e identità “ rimarrà aperta fino alle ore 18,00.